Pillole di realtà e…di riflessione

L’obiettivo di questo primo articolo dell’Area Intercultura della Cooperativa Gli Altri è fornire alcuni dati rispetto alle migrazioni in generale, ovvero inquadrare la situazione specifica dei Richiedenti di Protezione internazionale in un quadro più ampio e in un momento storico in cui questo tema è diventato il centro del dibattito politico.

Abbiamo quindi sentito l’esigenza di scrivere qualcosa di reale, di razionale, che possa essere utile ad ogni lettore, ma anche a operatori che per puro caso si affacciano “alla nostra finestra”.

A fronte di documenti governativi e interventi di ONG (Organizzazioni Non-Governative) che trattano di differenza culturale e inclusione sociale e culturale, è necessario andare per gradi, fare dei passi indietro e avere una prospettiva più distaccata, che aiuti ad affrontare meglio il lavoro quotidiano.

Può sembrare banale, ma spesso sono proprio le cose che diamo per scontato le più importanti: per esempio, la suddivisione molto comune che tutti noi facciamo: noi e loro. Noi che accogliamo, loro che arrivano. Noi che siamo arrivati e voi che invece siete qua da sempre.

Questa suddivisione produce automaticamente un’esclusione, di cui a volte non ci rendiamo conto e che porta a pensare che le differenze culturali siano una sorta di minaccia invece che a una ricchezza, come se si desse per scontato che esistesse un‘entità unica a cui si appartiene e tutto quello che si aggiunge è qualcosa di eccezionale.

La diversità culturale è infatti l’aspetto che di solito prevale rispetto ad altri. Ed ecco perché il lavoro degli operatori spesso è volto questo tipo di attività e si sente parlare di: favorire il dialogo, l’incontro, il confronto, avvicinare le comunità e accorciare una distanza…che sono tematiche sì importanti, ma non le uniche da considerare.

Per esempio, chi sono le persone che lasciano i loro paesi? Per quale motivo e attraverso quale canale scelgono un paese piuttosto che un altro?

In questo breve contributo ci soffermeremo sull’ultima domanda e parleremo del resto nei prossimi articoli.

Sul sito dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni (www.oim.int) è possibile vedere i movimenti migratori che non sono solo Sud-Nord (quindi Africa-Europa), ma anche Est-Ovest. Dalla Nigeria verso l’Europa, attraverso l’Italia, si muovono più di un milione di migranti, due milioni di migranti invece verso la Costa d’Avorio.

Un’altra domanda che spesso resta in disparte: come si sceglie un paese rispetto a un altro? È molto più semplice di quello che si pensa: spesso la rete sono gli amici, un passaparola, o un conoscente che dà un’informazione, qualcuno che riporta un’esperienza positiva, ma più che il contenuto, in base alla nostra esperienza sul campo, è chi la trasmette.

Detto questo, visto che il quadro di riferimento è fortemente connotato dall’emergenza e dall’allarmismo, il nostro intento è quello di scrivere fornendo dati reali parlando della nostra esperienza, spiegando il nostro lavoro quotidiano e le professionalità che ci sono all’interno, ma lasciando sempre vigile il vostro punto di vista.

 

Matilde Menichini

Operatrice Area Intercultura