L’ INCONTRARIO

Venerdì, 09 Giugno 2017 16:21  USCITO SU “REPORT PISTOIA”
Pistoia, una giornata vissuta a “L’Incontrario”: l’arte degli artigiani con disabilità
di Marta Meli

 

PISTOIA – “Si va – all’incontrario – a volte perché non si può fare altrimenti, a volte per originalità, a volte perché quello che sembra più difficile è più facile, a volte perché si scambia il diritto per il rovescio, l’inizio con la fine”.

“Qui si vuole semplicemente affermare la propria diversità andando felicemente controcorrente e assecondando il ritmo naturale di ognuno”.

Tutto questo è “L’Incontrario”, la Bottega d’Artisti e Artigiani (in via Pacini, 34), che produce e vende oggetti di ogni tipo, creati da ragazzi con disabilità. Creazioni in ceramica, lavorazioni in legno, pittura e molto altro, progettazioni grafiche che vanno dalle borse, ai quaderni, ai calendari, ai quadri, alle spille, agli orecchini, realizzati dagli artigiani sotto la guida di alcuni artisti.

Siamo andati a scoprire cosa accade realmente durante le ore di attività e lavoro creativo, scegliendo di farlo per una giornata, quella dedicata al laboratorio di ceramica. Abbiamo così conosciuto alcuni degli artigiani protagonisti: Bruno Pellegrini, Jacopo Bellini, Ambra Martinelli, Lisa Balli e Gabriele Pacini. Durante questa esperienza è stato possibile osservare e vivere un intenso momento di socializzazione, divertimento, creatività, immaginazione, libera espressione ma anche metodo e dedizione.

“È una fantastica esperienza sia per gli artigiani che per noi artisti – ha detto Giovanni Maffucci, ceramista e guida del laboratorio del giovedì – io pretendo molto dai ragazzi, pretendo impegno e qualità, cerco sempre di indirizzarli verso le proprie capacità, prestando attenzione alle singole competenze e abilità, in modo da svilupparle nel tempo”.

Subito dopo le presentazioni, si parte con la colazione tutti assieme e, indossato il camice da artista, si prepara il materiale, si ordinano i tavoli, si siede a questi e si inizia a lavorare handmade-handcrafted. La prima fase è quella della formatura: si pensa, si progetta e si inizia a lavorare l’argilla. L’artista-guida mette a disposizione di ognuno e per ognuno diversi materiali con cui imprimere, decorare ed elaborare forme e texture. Nastri, bottoni, fiocchi, spazzolini, stecchini, fili di ferro, oggetti di varia dimensione e forma servono ad aprire la mente, a spaziare in vari modi tra arte, creatività e fantasia.

“Questa è una tra le arti che regala all’uomo la possibilità di ricongiungersi alla natura, di ritrovare l’armonia con essa, di apprezzarla, rispettarla e allo stesso tempo ricrearla e reinventarla – ha spiegato Giovanni Maffucci – arte e natura come riflessi della bellezza e dell’emozione umana”.

Insomma un momento di serio lavoro, che tra ispirazione e carica emotiva, produce notevoli risultati di qualità e bellezza estetica evidenti negli oggetti artistici finali. Gli artigiani lavorano a vari livelli di abilità ed ognuno, con la propria personalità, si esprime artisticamente, spesso lasciando stupiti maestri ed educatori.

Ambra, ad esempio, è una ragazza molto loquace e con una fervida immaginazione. Questo suo modo di essere lo esprime attraverso le parole perché Ambra si diverte a dare il nome ad ogni sua creazione, e queste prendono vita grazie ai proverbi e alle storie in rima che inventa con tanta passione. Tra queste: “La favola di luna-lunaria e la lacrimina di bontà”, oppure “Plenia, colei che va a difendere al di là del sogno”.

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L’Incontrario è soprattutto una storia che racconta un desiderio, ossia quello di unire un progetto culturale a uno sociale, creando lavoro per persone dalla difficile collocazione professionale. Molti ragazzi diversamente abili spesso si formano in licei artistici ed istituti d’arte per un’istintiva facilità di espressione attraverso la manualità che nel tempo, con lo studio si traduce per alcuni in una attitudine creativa dal grande potenziale.

“Un modo per sentirsi parte di un qualcosa, per sentirsi coinvolti – ha detto Romina Breschi, educatrice e responsabile organizzativa – non più emarginati, bensì motivati, entusiasti e sereni nel relazionarsi con l’altro, nell’acquisire conoscenze attraverso il fare manuale, il tatto, l’ascolto, la spazialità e tutto ciò che può esser potenziato dalle discipline artistico-espressive”.

Sono le 12, ed è arrivato il momento di far seccare gli oggetti per poi infornarli nella fase successiva. I ragazzi sembrano tutti soddisfatti di quanto realizzato durante la mattinata, ed iniziano così a riordinare e pulire la propria stanza di lavoro.

Il centro oltre ad essere un laboratorio, è anche un negozio e un piccolo museo artistico; ha uno spazio adibito alla vendita e uno riservato alle opere in mostra degli artisti professionisti. Tutti i sabati, durante la vendita uno dei partecipanti al laboratorio si dedica, a rotazione, all’attività negoziale. “Anche questa è stata una bella esperienza – ha raccontato Bruno – che mi ha permesso di conoscere nuove persone cui vendere gli oggetti da noi realizzati”.

Tutti questi manufatti sono come simboli, carichi di potenziale espressivo, custoditi fino a poco prima nell’ombra del loro essere. Questa incredibile esperienza sprigiona tutte queste essenze e non può che regalare gioie, emozioni e soddisfazioni a chiunque voglia prenderne parte. Come diceva il drammaturgo americano Neil Marcus, “la disabilità non è una coraggiosa lotta o il coraggio di affrontare le avversità, la disabilità è un’arte, è un modo ingegnoso di vivere”.

 

Partecipano al progetto Consuelo Capecchi – pittrice, decoratrice, interior designer, scenografa, Giovanni Maffucci, esperto di Ceramica Preistorica e creatore di tecniche originali, come la Firepaint (pittura con il fuoco), Eleonora Spezi, scenografa e marionettista per i noti Fratelli Forman, autrice della serie di film d’animazione per l’infanzia dello studio Hafan Film Praha di Jan Balej e curatrice di laboratori per il Funaro e Antonella Carrara graphic designer, artigiana, fotografa e scenografa, già fondatrice del Funaro, centro teatrale pluripremiato, nato nel 2009 e fondatrice, nel 2013, dell’Associazione di Promozione Sociale San Lorenzo Hand Made. L’Associazione è stata creata per favorire l’integrazione lavorativa e inclusione sociale di persone con disabilità e dalla preziosa collaborazione con la Cooperativa sociale Gli Altri ha dato origine alla Bottega, sostenuta dalla Fondazione Un raggio di Luce Onlus e nella fase di avvio anche dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia.