FINCHE’ LA BARCA VA…all’ Incontrario

Finchè la Barca Va … all’Incontrario!
Premessa

Mi scuserà il lettore se in questo racconto comincerò dalla fine e se svelerò alcuni particolari che uno scrittore terrebbe invece ben nascosti. E che gusto c’è allora? Vi chiederete. Il gusto è che questa storia va…. all’Incontrario!

Se fosse un giallo svelerei l’assassino. Se fosse una favola di principi e principesse comincerei con “e vissero tutti felici e contenti”. Se fosse un romanzo di guerra con la Vittoria e la Gloria . Ma qui non ci sono nè assassini nè reami nè eroi. C’è un mozzo a mare, una grande Barca e c’è il suo equipaggio. I nobili non hanno corona, le avventure sono senza eroi, le parole più belle sono della ciurma. Siete abbastanza confusi? Bene! Cominciamo:
N.B. quando si citeranno le reali parole che sono state raccolte tra i ragazzi dell’Incontrario saranno scritte in corsivo (fateci caso eh!).

 

La Storia

Una Volta C’era… il mare grosso; ma così grosso che anche se era mattina sembrava notte fonda. E c’era una Barca in mezzo alle onde giganti. Su e giù andava. Su e giù tra i lampi e i tuoni. Di più! Tra i lampi, i tuoni, la pioggia, il mare grosso, la schiuma… andava su e giù come sulle montagne russe. A guardarla da lontano, così, in mezzo a quelle onde giganti anche se bella e grande e fatta bene la Barca sembrava davvero troppo piccolina. Sembrava in pericolo! Sull’albero di maestra batteva e sbatteva orgogliosa bandiera con Pesciolino Rosso.

Invece, se l’aveste vista da vicino, ma proprio da vicino vicino, diciamo da sopra il ponte di coperta, che ora era in salita ed ora era in discesa a causa di quella burrasca paurosa, avreste pensato che l’equipaggio fosse proprio tranquillo. Indaffarato, ma tranquillo. Avreste visto anche che tra tutti un solo marinaio, che poi era più un mozzo, era molto agitato. Si stringeva alle corde ed ai corrimano per non scivolare e non stava bene per niente. Si reggeva la pancia a causa del mal di mare. Era il suo ultimo approdo su quella Barca.

“Proprio oggi che dovevo scendere!” pensava.

E si reggeva la pancia. Intorno a lui quella ciurma portentosa e concentrata spariva e riappariva tra la schiuma e gli schizzi come fari di scogliera nell’oceano infuriato. Una Comandante, capelli nerissimi che sfavillavano ad ogni lampo, fiore porpora tra i denti, sorrideva sguainando una sciabola verso i nuvoloni e dava il ritmo ad una squadra che issava le vele vociando una filastrocca da pirati:

Scappa scappa se hai coraggio
fa tic tac
fa tic tac
fa tic tac ma non è un orologio
scappa scappa se hai coraggio…
chi dorme non piglia nè carne nè pesce!!

“Non si issano le vele durante una tempesta!” sbraitò il mozzo barcollando verso poppa.
“Da cosa vorresti essere colpito?” sentì intonare in coro dal cassero dove con arco e frecce un’altra squadra mirava per sfida al cielo scuro.
Li incoraggiava l’altra comandante, biondo mossa in testa, allegra e con un amuleto in guisa di pesce bianco al collo:
“La felicità è uno dei 5 sensi!” esclamava.
“E i 5 sensi sono : essere belli, coraggiosi, felici, forzuti e consapevoli!” rispondevano altri addetti raccogliendo pioggia attenti a non mischiarla con acqua di mare.
“Più tardi verso le 17… tisana speciale!” annunciava lei.

Tutt’intorno i tre Nostromi seguivano le mosse della ciurma portentosa e si consultavano tra loro preoccupandosi che le vele fossero abbastanza colorate, il timone sufficientemente intarsiato e le corde tirate con stile. Il Capitano in seconda con la sua lunga piuma d’oca in mano, coordinava le decisioni a riguardo e registrava sul diario di bordo.

“Come fanno a pensare allo stile con questo mare? Alla pelle bisogna pensare!” borbottava intanto l’unico nervoso e perdipiù con la nausea.

Ma a parlare era la paura del momento. In quel lungo viaggio si era abituato alla condotta bizzarra della Barca. Ricordò la prima volta che la vide. Lui stava aggrappato ad un baule galleggiante, stremato, sperso ormai da giorni nell’acqua infinita a causa di un un tremendo naufragio…

Era successo tanto tempo prima ma adesso, in mezzo a quell’altalena lucida, fradicia e tuonante, tra i bagliori ed il vento non potè non pensare come allora:
“Come sono belle le vele, mai viste così. Povero me, che sia un’allucinazione? E quei cannoni in ceramica decorata, quei remi…sto forse delirando?…no, no… e guarda la polena poi! Che splendore!!”

Scese sotto coperta per le scale ed era verde in faccia.
Senza accorgersi picchiò forte contro qualcosa.
“Al cuor non si comanda, ma ai piedi sì!” sentì rimproverarsi.

Era l’altra comandante. Lo guardava da dietro un telescopio nautico e portava carte geografiche arrotolate sotto il braccio. Col tricorno dal pesce rosso in capo e le mostrine scintillanti lo fissò un poco con gli occhi furbi ed accorgendosi del suo stato continuò:
“La vita è adesso ma anche domani… si spera…”

Senza poter neanche parlare, scusandosi però assai, il mozzo fece capire a gesti che andava nel suo alloggio per riposarsi. Lei lo fece passare divertita e salì all’esterno canticchiando:

Io mi fido di te.
E Te?
Io mi fido di te…

Appena arrivata fuori la sentì urlare a tutti “SI PUO’ FAAREE!!”.
Un colpo di cannone.
Poi boati, rumori di battaglie, stoviglie in cambusa che scivolavano a destra, poi a sinistra e poi di nuovo a destra… e poi Buio.
Si svegliò di soprassalto. La Barca non dondolava più. “Che ore sono?!”. Di fretta tornò sopra coperta e dovette strizzare gli occhi da quanto sole c’era. Una giornata stupenda: il cielo terso, il mare una tavola. Dovevano essere le 17 circa, dato che molti sorseggiavano tisana speciale. Alcuni calavano in acqua messaggi in provetta e rimbrottavano chi si faceva prendere dalla nostalgia.
Un porto variopinto e contornato di palme visibile tutto a dritta.
Al mozzo venne in mente quando lo avevano trovato alla deriva galleggiare sul baule e lo avevano sollevato a bordo. Stremato, sfiduciato, aveva chiesto :
“Dovè diretta la Barca Comandanti?”
“Ma che domande!” risposero “alla Partenza!”.
Ogni viaggio finisce con una nuova partenza e qua finisce la storia. Si può solo dire che se anche a voi pare spesso che in mare vada tutto storto forse è il momento di farsi un viaggio…all’Incontrario.

 

Titoli di coda
I Comandanti: Antonella Carrara, Romina Breschi, Alessandra Aiuti
Comandante in seconda: Sara Balducci
I Nostromi: Gli artisti Consuelo Capecchi, Giovanni Maffucci, Tommaso Sforzi,
La Ciurma portentosa: I ragazzi e le ragazze che frequentano l’Incontrario
Il Mozzo a mare: potrebbe essere un tirocinante di nome Daniele Furcas

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tirocinante corso di formazione per animatore

Daniele Furcas

 

 

 

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