ACCADDE D’AGOSTO

ACCADDE D’AGOSTO

Probabilmente se quel giorno d’agosto non ci fosse stata la fila alla cassa quel libro non mi avrebbe guardato con insistenza chiedendomi di acquistarlo. Probabilmente se quel giorno d’agosto non fosse piovuto non sarebbe accaduto nulla di ciò che mi appresto a raccontare. Se non ci fosse stata la fila avrei pagato i miei acquisti e sarei uscita, se ci fosse stato il sole avevamo in programma di andare in piscina. Quel giorno, invece, era iniziato con tuoni, fulmini e una pioggia scrosciante che non accennava a smettere. Era il 12 agosto. Ci riunimmo in sala lettura e iniziammo a leggere alcuni racconti di quel libro che pochi giorni prima mi era letteralmente saltato in mano: “La bambina con la farfalla sulla testa”, di Dunia Sardi.

Dopo la lettura, come al solito, chiesi commenti e interventi. Si trattava di ricordare eventi della loro giovinezza, il periodo era quello della guerra. Nel ‘44, quello stesso giorno, c’era stata la strage di Sant’Anna. Iniziarono i ricordi: chi era sfollato in montagna dai nonni, chi era rimasto in città e ricordava la paura, le macerie per essere rimasto sotto il bombardamento della Stazione di Pistoia.

“Io ero nel Montenegro, nell’83° Compagnia Comando Reggimento – mi disse un anziano – ero nella banda e suonavo il genis”. Poiché era uno strumento musicale di cui non avevo mai sentito parlare chiesi di cosa si trattasse. “E’ un flicorno contralto – mi rispose – usato soprattutto per l’accompagnamento” e, per farmi capire meglio, ne imitò il suono con la bocca.

Un altro anziano che, evidentemente non aveva sentito mi disse: “…io, invece, ero nell’83° Compagnia Comando Reggimento, nel Montenegro, ero nella banda e suonavo il clarinetto”. “Allora eravate insieme!”, aggiunsi sorpresa, e così dicendo li feci sedere accanto. Guardandosi meglio in viso iniziarono a scambiarsi i ricordi: “…ma tu sei Italo?”,

“…no, Italo era mio fratello, c’era anche lui nel Montenegro, eravamo 5 fratelli, tutti al fronte, io sono Gino!”

“…si, Gino! Ora mi ricordo anche di te!”

“…ricordi? Quando io arrivai a Tirana tu c’eri già, dovevano rimandarti a casa e invece partimmo per Corizza e poi fu la volta di Podgoriza!”.

“…A Berane c’eri? E quella volta che andammo su, a 1500 metri d’altezza, ricordi che freddo? -35°C!”

“…no, quella volta ero rimasto al campo base!”.

E così via; un’infinità di: “…ti ricordi ?!”.

Alla fine scoppiarono entrambi in una sonora risata e iniziarono a scambiarsi memorie più recenti: sulla vedovanza, sui figli che non erano mai arrivati per l’uno e che invece erano morti per l’altro, sulla solitudine.

Destini diversi che ci fecero riflettere anche sulla nostra esistenza. Ognuno di noi ci trasse il suo insegnamento. Fu bello lasciarsi travolgere da questo “fiume in piena” di ricordi, bellissimo vedere i loro occhi, ormai annebbiati dalla cataratta, cercare di riconoscere i lineamenti dei vent’anni.

Naturalmente dovevamo condividere questo avvenimento con l’autrice del libro, dovevamo conoscerla e metterla al corrente del fatto che era anche un po’ merito suo se Giovanni e Gino si erano ritrovati. Da allora abbiamo condiviso momenti importanti come la partecipazione, nella Sala Maggiore del palazzo comunale, all’evento sulla resistenza partigiana in Albania e Montenegro dove Giovanni, ormai centenario, venne accolto dall’allora sindaco Samuele Bertinelli.

Giovanni e Gino continuano a vivere nei nostri ricordi. Il loro memorabile incontro è ricordato da Dunia nel suo ultimo libro: “Alla stagion dei fiori”. L’autrice aglianese, cantrice della memoria, nel costruire i personaggi di questo romanzo ha preso ispirazione dal microcosmo della Residenza di Cantagrillo. Così, tra realtà e fantasia, con timbro delicato e profondo gusto della narrazione, Dunia ha messo in scena svariate storie di vita, tra cui quella del protagonista, il maestro Ciro, amante della lirica e della poesia. Ovviamente, quest’ultimo era presente alla prima presentazione svoltasi a Pistoia presso la sala Bigongiari della biblioteca San Giorgio. A questa ne sono seguite altre: presso il centro culturale “Il Funaro”, nella splendida cornice dello stabilimento termale Tettuccio di Montecatini, perfino presso la biblioteca di Caronno Pertusella in Lombardia. Con entusiasmo vi consigliamo la lettura.

Animatrice Rsa Cantagrillo

Chiara Manzini

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